A proposito di… donne (giovani e meno giovani) e gioco d’azzardo

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay

SEGNALAZIONE DI STUDI E RICERCHE

di Sabrina Molinaro e Marina Baroni

Nell’ambito della salute pubblica, il gioco d’azzardo rappresenta uno dei maggiori fenomeni problematici in continua espansione. L’emergere e il mantenimento di questa tipologia di dipendenza comportamentale possono essere sostenuti da diversi fattori, sia sociali sia psicologici. Tali elementi rendono il gioco d’azzardo un fenomeno complesso e poliedrico. In virtù di questo e delle potenziali conseguenze negative ad esso associate, il suo monitoraggio e osservazione assume un ruolo centrale nell’implementazione e programmazione di interventi di prevenzione efficaci.

Da un punto di vista epidemiologico, l’Italian Population Survey on Alcohol and other Drugs (IPSAD®) rappresenta una preziosa fonte di dati e informazioni circa la diffusione del gioco d’azzardo e le sue caratteristiche all’interno della popolazione italiana. Nel dettaglio, IPSAD® è uno studio condotto dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IFC) a partire dal 2001 al fine di monitorare o osservare la diffusione dei comportamenti a rischio, dal consumo di sostanze psicoattive al gioco d’azzardo, e lo stato di salute della popolazione italiana tra i 18 e gli 84 anni.

Secondo lo studio IPSAD®, sono circa 20 milioni e mezzo (43%) gli italiani tra i 18 e gli 84 anni che hanno giocato d’azzardo nel corso dell’ultimo anno. Negli anni, sebbene il dato risulti abbastanza stabile, si osserva un aumento importante del gioco online, il cui valore è passato dal 4,5% (2013-2014) al 9% (2022). Focalizzando l’analisi unicamente sul genere femminile, tale percentuale è passata dall’1,2% nel 2013-2014, allo 0,9% nel 2017-2018 per poi raggiungere il valore più alto mai rilevato nel 2022 pari a 2,9%. Quindi se nella popolazione maschile abbiamo visto il gioco online raddoppiare da prima della pandemia in quella femminile è addirittura triplicato.

Rispetto invece al gioco d’azzardo “problematico misurato mediante il Problem Gambling Severity Index (PGSI) (Ferris & Wynne, 2001a; 2001b), nel 2022, si è osservata una riduzione del gioco d’azzardo sia a basso rischio sia a rischio moderato severo. I valori percentuali relativi al gioco d’azzardo a basso rischio sono passati dal 7,7% (2017-2018) al 4,3% (2022), mentre quelli inerenti al gioco d’azzardo a rischio moderato/severo dal 4,1% (2017-2018) al 2% (2022). Dato in diminuzione confermato anche per l’universo femminile, nel 2022, sono rispettivamente il 2,4% e lo 0,5% le donne con un profilo a basso rischio e a rischio moderato/severo a fronte del dato osservato nel 2017-2018 pari al 3,3% (basso rischio) e 1,3% (rischio moderato/severo). Tuttavia, tra le donne, si osserva come all’aumentare dell’età aumenti anche la problematicità legata al gioco d’azzardo. Le donne con un profilo di gioco moderato/severo passano dall’1,4% tra le 18-40enni, all’1,3% tra le 41-60enni e al 2,1% tra le 61-84enni.

Ma quali sono le caratteristiche delle giocatrici d’azzardo? Nella maggior parte dei casi hanno un nucleo familiare tradizionale, vivono con il proprio coniuge o convivente e più della metà ha figli. Tuttavia, se confrontate con i giocatori, sono maggiormente separate, divorziate e vedove. Si osservano inoltre sostanziali differenze per quanto riguarda il titolo di studio: sono soprattutto le giocatrici ad aver conseguito la laurea (triennale o magistrale) o un titolo post-laurea (39,5%) rispetto ai giocatori (36,3%). Da un punto di vista lavorativo, gran parte di loro è occupata (60,5%), ma recepisce un reddito netto mensile (sia personale sia familiare) più basso rispetto ai giocatori. Se il 7,9% delle donne guadagna tra i 2.000 e 5.00 euro al mese, tra gli uomini, tale valore raggiunge il 22,6%.

Per quanto riguarda l’attività di gioco d’azzardo in senso stretto, sebbene il 40,6%, con un po’ di fortuna, ritenga fattibile arricchirsi giocando d’azzardo, il 43,1% è ben consapevole che ciò non è invece possibile. Le giocatrici preferiscono giocare presso Bar, tabacchi o ricevitorie o presso la propria abitazione o quella di amici e prediligono il cimentarsi in giochi non strategici e non attivi come Gratta&Vinci, Lotto e Superenalotto. Quest’ultimo dato pone particolarmente l’accento sulle motivazioni e sulle ragioni che possono spingere le donne ad approcciarsi al mondo del gioco d’azzardo. Considerando la potenziale stretta relazione tra gioco d’azzardo femminile e sintomatologia ansiosa e depressiva, l’approccio ai giochi non-strategici spesso sottende un bisogno di evasione e isolamento, una strategia utile a fronteggiare stati emotivi negativi e stressanti (Jimenez-Murcia et al., 2020). In linea con questo, rispetto ai giocatori, le giocatrici percepiscono maggiormente uno scarso stato di benessere, nonché maggiori problematicità relative alla qualità del sonno. Riportano inoltre di sentirsi più frequentemente stressate per problematiche inerenti all’ambiente domestico e lavorativo e alla condizione economico-finanziaria. In ultimo, ma non per importanza, più della metà delle giocatrici ha avuto esperienza di violenza psicologica e/o fisica nella propria vita. In particolare, il 54,3% ha subito violenza psicologica e il 9,9% violenza fisica; percentuali più elevate se confrontate con quelle osservate tra i giocatori. Rispetto a questo aspetto, si sottolinea l’importanza di creare reti di accoglienza e cura integrate utili a prevenire e contrastare entrambi i fenomeni (Hing et al., 2023).

Vediamo invece cosa succede tra i giovanissimi; quanto è diffuso il gioco d’azzardo tra la generazione Z? A tal proposito, lo studio italiano European School Survey Project on Alcohol and Other Drugs (ESPAD®Italia) ci offre una panoramica sulla diffusione e le caratteristiche del gioco d’azzardo tra gli studenti italiani tra i 15 e i 19 anni.  Lo studio ESPAD®Italia viene condotto da oltre 25 anni sempre dall’Istituto di Fisiologia Clinica del Consiglio Nazionale delle Ricerche (IFC-CNR) e ci offre uno spaccato dei comportamenti a rischio messi in atto dai giovanissimi. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo, nel 2022, 1milione 300mila (51%) studenti affermano di aver giocato d’azzardo nel corso dell’anno e quasi 200mila studenti (8,1%) di aver giocato d’azzardo online.

Stringendo i riflettori sulle giovani giocatrici d’azzardo, l’analisi temporale mostra quanto il fenomeno sia in continua espansione. Se nel 2021 erano il 35,8% le ragazze che affermavano di aver giocato d’azzardo nell’anno, tale valore ha raggiunto il 44,1% nel 2022. Per quanto riguarda il gioco d’azzardo online invece, a fronte di una riduzione della prevalenza osservata fra i ragazzi, le coetanee si caratterizzano per valori pressoché stabili (2021: 3,3%; 2022: 3,6%), ma pur sempre in graduale aumento a seguito del periodo del lockdown (3,2%). In aumento anche il gioco d’azzardo potenzialmente problematico misurato mediante il South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents (SOGS-RA) (Colasante et al., 2014). Nello specifico, si osserva un incremento delle ragazze con un profilo di gioco definibile “a rischio” (2021: 2,6%; 2022: 3,3%), a fronte di valori stabili rispetto all’avere un profilo di gioco “problematico” (2021: 1,1%; 2022: 1,2%). In linea con quanto osservato tra le giocatrici adulte, anche le giovanissime giocano d’azzardo prevalentemente presso Bar, tabaccherie e pub o a casa propria o di amici e si cimentano soprattutto in giochi non strategici (Gratta&Vinci, Superenalotto e Lotto). Infine, nonostante l’espansione e la diffusione del fenomeno, sono maggiormente consapevoli dei rischi associati al gioco d’azzardo rispetto ai coetanei.

Riassumendo, sebbene le giocatrici, sia giovani sia adulte, sembrerebbero avere una buona percezione delle caratteristiche e dei rischi connessi al gioco d’azzardo, si osserva un’evidente femminilizzazione del comportamento di gioco, compreso quello potenzialmente rischioso. L’approccio non-strategico utilizzato dalle giocatrici dovrebbe porre attenzione sulla necessità di creare alternative valide e favorevoli allo sviluppo di strategie di fronteggiamento più funzionali quali, ad esempio, la creazione di luoghi di aggregazione inclusivi che non prevedano l’esperienza di tale attività. In conclusione, date le differenti caratteristiche emerse nel mondo femminile, emerge chiaramente l’importanza e la necessità di affrontare e approfondire il fenomeno assumendo sempre più una prospettiva di genere.

Referenze:

Colasante, E., Gori, M., Bastiani, L., Scalese, M., Siciliano, V., & Molinaro, S. (2014). Italian adolescent gambling behaviour: Psychometric evaluation of the South Oaks Gambling Screen: Revised for Adolescents (SOGS-RA) among a sample of Italian students. Journal of Gambling Studies, 30, 789-801.

Ferris, J., & Wynne, H, (2001a). The Canadian problem gambling index: User manual. Ottawa: The Canadian Centre on substance abuse. Ottawa, ON: Canadian Centre on substance abuse

Ferris, J., & Wynne, H. (2001b). The Canadian problem gambling index: Final report. Ottawa: The Canadian Centre on substance abuse. Ottawa, ON: Canadian Centre on substance abuse

Jimenez-Murcia, S., Granero, R., Fernandez-Aranda, F., & Menchon, J. M. (2020). Comparison of gambling profiles based on strategic versus non-strategic preferences. Current Opinion in Behavioral Sciences, 31, 13-20.

Hing, N., Mainey, L., O’Mullan, C., Nuske, E., Greer, N., Thomas, A., & Breen, H. (2023). Seeking solace in gambling: The cycle of gambling and intimate partner violence against women who gamble. Journal of gambling studies, 39(2), 795-812.


—–>>>