Un’indagine sui siti web e sulle App utilizzate dai bambini

RIFLESSIONI E CONSIDERAZIONI

La Rete globale per l’applicazione delle norme sulla privacy (Global Privacy Enforcement Network) è stata istituita nel 2010 su raccomandazione dell’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE). A distanza di dieci anni dalla prima rilevazione sull’utilizzo dei siti web e delle APP da parte dei bambini effettuata nel 2015, l’indagine del 2025 ci consegna dati aggiornati sulla base di un campione di 900 siti e il coinvolgimento in diversi Paesi e di 27 autorità garanti della tutela dei dati personali.

Luci ed ombre emergono dalla raccolta delle informazioni: da un lato cresce la sensibilità da parte delle autorità, degli addetti ai lavori, delle istituzioni e delle associazioni a tutela della privacy rispetto all’esigenza di un controllo che parta dalla produzione delle fonti e giunga alla verifica sulle abitudini dell’utenza finale. Dall’altro il monitoraggio ha permesso di evidenziare negligenze rispetto alla facilità con cui ai minori vengono richiesti (ove non siano artatamente sollecitati a farlo) i propri dati personali già al momento dell’ingresso delle piattaforme dei social media.
Rispetto al 2015 si registra un incremento di queste intrusioni nella privacy dei bambini e si tratta di una crescita lenta ma esponenziale che va interrotta anche perché tali informazioni – una volta carpite – potrebbero essere condivise con terzi.

La sovraesposizione mediatica esiste ed è il vulnus più pernicioso di questa navigazione nel web: basti ricordare che il reato più odioso che l’accesso ai dati e alle immagini personali realizza consiste nel cd. “revenge porn“, un fenomeno in crescita e devastante sotto il profilo della violazione delle tutele che dovrebbero essere garantite. Le barriere alla circolazione delle informazioni private possono essere facilmente aggirate e ciò costituisce una preoccupazione particolare se i contenuti inappropriati o le funzionalità di elaborazione dati e di progettazione costituiscono un alto rischio per i bambini. Insomma, per quanto sia possibile il controllo durante l’uso delle piattaforme la sicurezza più alta di non violare il codice etico e la tutela assoluta dei dai dei fruitori minorenni delle piattaforme stesse e dei loro contenuti la si potrebbe ottenere con una protezione più mirata a livello di impostazione delle fonti: si tratta di una questione già posta e di una misura sollecitata perché se l’imprinting è fraudolento ogni tentativo di correttivo o censura fatti a posteriori risultano sfuggenti e inefficaci. Il sondaggio è stato effettuato partendo dalla predisposizione di una griglia di 5 indicatori utili per la raccolta e la classificazione dei dati: 1) la verifica dell’età di accesso ai siti, 2) la raccolta dei dati riguardanti gli utenti minorenni, 3) la rilevazione dei controlli di protezione, 4) l’eliminazione dell’account di ingresso, 5) l’esercizio della facoltà di limitare i rischi di manipolazione di contenuti inappropriati.

Il monitoraggio dei dati raccolti ha consentito di rilevare, in estrema sintesi, quanto segue:
1) che il 72% dei fruitori delle piattaforme ha eluso la verifica dell’età, anche mediante autodichiarazione
2) il 59% dei siti web chiedeva di accedere con un indirizzo mail, il 46% con la geolocalizzazione e addirittura il 50% con l’accredito di nome e cognome
3) il 71 % non forniva indicazioni sui controlli di protezione mirati per i bambini
4) il 36% non consentiva di eliminare facilmente l’accesso tramite account
5) solo il 35% delle piattaforme offriva la possibilità ai minori di chiedere il permesso ai genitori per continuare la navigazione nel web.

La lettura dei dati raccolti nel monitoraggio e l’ampiezza della cooperazione transfrontaliera tra le autorità di regolamentazione della privacy in un mercato sempre più globalizzato (la rete annovera 80 adesioni di Paesi in ogni parte del mondo) consente opportunità conoscitive e l’approntamento sempre più mirato di misure di protezione dei minori sul piano legislativo e di controllo.

Francesco Provinciali