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La Storia

La Fondazione: storia di un impegno per la salute mentale

"La Fondazione nasce nel 1959, ad opera della vedova e di un gruppo di amici di Piero Varenna, già primario psichiatra dell'Ospedale Maggiore, desiderosi di commemorarne la figura e di continuarne l'opera. Nello stesso anno ottiene, con decreto del Presidente della Repubblica, il riconoscimento quale Ente morale.
Scopi fondamentali con cui la Fondazione nasce, e che tuttora persegue, sono il sostegno alle persone affette da disagio mentale - in particolare da patologie depressive - ed alle loro famiglie, e la lotta contro lo stigma che, nonostante l'evoluzione sociale e culturale, ancora grava sulle persone affette da disturbi psichici.
Questo, nonostante il problema sia ormai riconosciuto come estremamente diffuso. Circa l'8 % degli italiani è affetto da un disturbo psichico; la "life time prevalence" per la depressione (il rischio di sviluppare un episodio di malattia nel corso della vita) è intorno al 25 %, il che significa che accadrà o è accaduto a una persona ogni quattro; il suicidio rappresenta  la terza più frequente causa di morte tra i 15 e i 35 anni.
La medicina dispone oggi di risorse terapeutiche importanti, sul piano farmacologico come su quello psicoterapeutico, che consentono di trattare utilmente tutte le patologie psichiche, consentendo per molte la guarigione completa. quasi sempre, per altro, la precocità della diagnosi e dell'intervento terapeutico sono fondamentali per conseguire i risultati migliori.
Nei suoi primi anni di attività, la Fondazione gestisce direttamente ambulatori clinici; attività che sospende quando, con la nascita del Servizio Sanitario Nazionale vengono realizzati i servizi psichiatrici territoriali. Per diversi anni la Fondazione si dedica alla promozione di attività scientifica, di studio e di ricerca; organizza numerosi convegni, anche in collaborazione con la Clinica psichiatrica dell'Università di Pavia; pubblica volumi e, per alcuni anni, è editore della rivista "Psichiatria Oggi", che è oggi divenuta l'organo della sezione lombarda della Società italiana di psichiatria.
Attualmente, la Fondazione ha ripreso a lavorare intensamente sul campo, anche in relazione alle elevatissima domanda di salute in questo ambito ed al sovraccarico che grava sui servizi pubblici.
Ha quindi promosso una serie di attività di raccordo clinico e contro lo stigma della malattia mentale, e progetta la ripresa di interventi diretti a favore delle persone, con un gruppo di autoaiuto eteroassistito per persone coinvolte nella problematica del suicidio, nonchè la riapertura a Milano di un ambulatorio dedicato al sostegno clinico diretto dei malati.
Per  svolgere queste attività, la Fondazione impegna tutte le risorse a sua disposizione: ogni contributo come offerta economica, o disponibilità per attività volontaria di professionisti della salute mentale o di cittadini, è quindi prezioso."
visi
"Non c'è salute senza salute mentale"

"Il peso individuale e sociale della
patologia psichica è rilevantissimo"

"Molte malattie mentali sono guaribili;
tutte sono curabili

"La formazione dei professionisti
della salute mentale è complessa,
ed il loro numero insufficiente"

La salute e il benessere mentale sono fondamentali per la qualità della vita e la produttività degli individui, delle famiglie e delle comunità: non c’è salute senza salute mentale (Dichiarazione sulla Salute mentale per l’Europa della WHO - OMS, 2005).

La disabilità provocata dalle malattie mentali e i relativi costi rappresentano circa il doppio della disabilità e dei costi dovuti a tutte le forme di cancro e sono comunque maggiori della disabilità e dei costi delle malattie cardiovascolari (indicatore Daly’s – OMS). La prevalenza annuale dei disturbi mentali nella popolazione generale italiana è dell’8% circa

Il suicidio rappresenta uno dei rischi della patologia depressiva; si calcola che oltre il 90% dei suicidi siano conseguenza di un disturbo psichico. I dati più dettagliati sono relativi agli USA.